domenica 19 dicembre 2010

IL PROGETTO POLITICO DI DI PIETRO E' FALLITO

IN 21 SE NE VANNO DALL'IDV DI RIMINI. "IL PROGETTO POLITICO DI DI PIETRO E' FALLITO". "CI SIAMO AVVICINATI ALL'IDV ATTRATTI DA UNA POLITICA DI FORTE OPPOSIZIONE", SCRIVONO I MILITANTI CHE HANNO STRAPPATO LA TESSERA. "VI ABBIAMO INVECE TROVATO ARRIVISTI E OPPORTUNISTI DI OGNI ESTRAZIONE PER LO PIU' IMPOSTI DALL'ALTO CHE HANNO TROVATO LA SCORCIATOIA PER LE LORO AMBIZIONI".

"..La politica – sostiene De Magistris - ha i mezzi per comprendere se le persone che devono formare la dirigenza sono o non sono eticamente all'altezza..''.Vorremmo aggiungere anche capaci! I vari Carrara, De Gregorio, Scilipoti, Razzi, Porfidia sono alcuni dei nomi che dimostrano la sconfitta del progetto politico chiamato Italia Dei Valori, già descritta e denunciata da Flores D’Arcais nell’esemplare cronaca del 2009, su MicroMega. Gente che non esita al compromesso pur di conservare o consolidare propri interessi e non serviva il curriculum per capire chi fossero. Chi li ha nominati ne porta la responsabilità.Ignazio Marino e Antonio Di Pietro, le due “speranze” alle quali D’Arcais si appellava nell’editoriale, per ragioni diverse, hanno fallito, anche se sul primo pensiamo si possa ancora contare.Noi che ci siamo avvicinati all’IDV attratti da una politica di opposizione forte, chiara e convincente, oltre che dalle candidature eccellenti delle europee, eravamo convinti di trovare qui la sede per costruire insieme e dal basso un progetto di rinnovamento capace di ridare voce alla gente e al territorio.Vi abbiamo invece trovato opportunisti e arrivisti di ogni estrazione, per lo più imposti dall’alto, con una singolare presenza di ex di qualcosa, che qui hanno trovato la scorciatoia per le proprie ambizioni.I valori e le idee sbandierate nelle piazze mediatiche, nel chiuso delle segreterie, sono evaporati alla prova dei fatti, segnati dal disinteresse o dall’Incapacità della dirigenza di elaborare proposte concrete di cambiamento, delle quali c’è assoluto bisogno.Forse per questo sollecitano altri a fare quelle proposte che a loro competono, impegnati nella distribuzione d’incarichi e piccole contrattazioni all’ombra degli alleati di oggi.Di fronte alla gestione verticistica e amicale, contraria ai principi nei quali crediamo, abbiamo atteso la stagione dei congressi, pensando che le contraddizioni si sarebbero risolte.A Roma, con buona pace di tutti, c’è stata la “svolta di Salerno” e la mozione Pardi, seppur votata, è rimasta nel cassetto.Chi pensava fosse tempo di riconoscersi negli ideali di un partito, senza nomi nel simbolo, ha subito l’elezione di un Presidente per ‘acclamazione’ e il nome è rimasto!A maggio sarebbe bastata la diligenza di un’assemblea condominiale per garantire il rispetto di minime regole democratiche, calpestate da una gestione dei tesseramenti e dello stesso Congresso Provinciale da fare invidia ai nostri antagonisti politici.A Bologna, con la farsa della candidatura unica, s’è consumato l’ultimo atto.Si commenta da sé la raccolta di firme in contrasto con il Forum per l’Acqua Pubblica!Nelle piazze si condannano le leggi o i metodi degli “altri”, poi si fanno le stesse cose e quanto accaduto in Parlamento ne è solo la logica conseguenza.Questo modo di fare “politica” ne ha eroso la credibilità e la denuncia di De Magistris, che comunque non ha saputo cogliere l’occasione per dar voce a questi bisogni, è rivolta ad una dirigenza che soffre della stessa malattia delle altre fazioni in lotta per il potere.Di un partito così possiamo fare a meno e per quanto ci riguarda, esaurita questa esperienza, salutiamo cordialmente l’on. Silvana Mura, il geom. Mandini e il sig. Vicchiarello; il Vice Presidente Dott. Carlo Bulletti e i Consiglieri Provinciali Stargiotti e Vitale, anche Coordinatrice cittadina di Rimini.Al Segretario Provinciale Mauro Montanari che tanto si è distinto insieme ai suoi ultras biancorossi e ai vari Consiglieri Comunali Assessori, Vicesindaci e Segreterie della Provincia vogliamo ricordare i punti sui quali è stata promossa la costituzione del Circolo IDV Rimini (mai nato), nei quali crediamo e per i quali continueremo a lavorare con quanti pensano di poterli condividere:- riconoscimento della priorità dei diritti inalienabili dell'individuo, al di là degli interessi e delle oligarchie, fondamento della Democrazia e della laicità dello Stato;- partecipazione e condivisione delle politiche di governo e sviluppo del territorio;- ascolto e attenta valutazione delle diverse istanze che da questo scaturiscono;- promozione di tutte le attività capaci di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e del paesaggio, di concerto con la promozione e lo sviluppo di attività economiche e culturali capaci di dare risalto e prestigio al tessuto sociale che lo compone;- attenta e trasparente gestione della “cosa pubblica”, fuori da logiche personali e di potere;- legalità, trasparenza e merito come unici criteri della selezione politica, a tutti i livelli;- promozione e sviluppo di sistemi di sovranità popolare, tesi alla crescita dell’interesse alla gestione della cosa pubblica dei cittadini, attraverso la divulgazione degli strumenti partecipativi così come previsti per legge.

Rimini 14.12.2010

21 ex tesserati idv.

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