mercoledì 2 maggio 2012

Amato, di M. R. Calderoni, www.esserecomunisti.it


La Storia Infinita, ossia il ritorno di Amato, ossia il passato che non passa, ossia ma ci mancava solo questo. Mai senza Amato, il dottor Sottile, da altri detto anche il Topo, con il suo parlar forbito, impostato, alla Fornero, sì ci mancava. Silenzio, parla Amato, di tutto di più for ever e full immersion.
Nel 2008 aveva solennemente annunciato il suo definitivo e irrevocabile ritiro dalla politica, ma che avevate capito. Dal momento che, in materia di rimborsi ai partiti, lui ha fatto l’inaudita scoperta che , Monti lo ha chiamato in qualità di cervellone macro-esperto , ops, ci voleva.
Uno così. Si fa prima a dire quello che Giuliano Amato
non è, non è stato, non fa e non ha fatto, perché il resto è un elenco che non finisce più. Velocemente riassumendo.
Due volte da presidente del Consiglio, due da ministro del Tesoro, una da ministro dell’Interno, due volte sottosegretario nei due governi Craxi, deputato dalla IX alla XV legislature, saltando la XIV, che lo vede senatore; e ancora ancora. Giurista, costituzionalista, docente universitario, presidente dell’authority per la Concorrenza e il mercato, senior advisor Italia della Deutsche Bank, presidente della Treccani, presidente onorario della Fondazione “Ildebrando Imberciadori”, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa,presidente del “Comitato d’azione per la democrazia europea”, appositamente detto anche Gruppo Amato, presidente del Comitato dei garanti per le celebrazioni dei 150 anni (scusate se forse ho dimenticato qualcosa).
Giuliano Amato. Vi ricordate di quell’11 luglio 1992, quando da presidente del Consiglio varò la manovra da 30 mila miliardi, ivi incluso il prelievo forzoso e retroattivo del 6 per mille dai conti correnti bancari di noi tapini cittadini italiani? E di quell’autunno dello stesso 1992 in cui sempre lui diede vita alla successiva manovra-monstre da 93mila miliardi con nuove imposte a bizzeffe? Ve lo ricordate? Diceva che il tutto era necessario per il nostro bene, per il bene della nazione, per il salvaItalia. Per evitare il default, anche allora, tale e quale…
Monti, Fornero, Passera; è vero, ci mancava Amato.

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