martedì 18 dicembre 2012

Gianni Rinaldini: "Un quarto polo con al centro lavoro e democrazia. Sabato 22 ci sarò"



C’è parecchio movimento a sinistra, e questa volta sembra si stia sulla strada giusta. Cosa ne pensi?
Credo che vada favorito il fatto che ci sia una espressione elettorale delle forze che non hanno condiviso le scelte del governo Monti e non si riconoscono nella carta d’intenti del Pd. E quindi spero che sia possibile aprire e consolidare questo percorso. Altrimenti, vedo la frammentazione totale con il rischio che non ci sia niente
Il lavoro sembra essere più di una semplice parola in un programma elettorale mirabolante…
Molte di queste forze sono le stesse che hanno proposto il referendum sull’articolo otto e sull’articolo diciotto. Così come penso che una delle questioni centrali è quella relativa alla democrazia. Perché tutto quello che è avvenuto nel corso di questi anni di pura demolizione del sistema contrattuale è avvenuto attraverso l’abolizione della democrazia e della possibilità per i lavoratori di potersi esprimere su questioni che riguardano la loro condizione. E’ una delle questioni decisive per qualsiasi ragionamento che riguarda il futuro.
Per quanto riguarda il Pd, sei tra quelli che pensa che sarà impegnato ad inseguire il centro oppure dovrà per forza di cose cercare nuovi territori a sinistra?
E’ inutile fare previsioni rispetto a quello che succederà in un quadro così confuso. Penso semplicemente che chi si presenta alla competizione elettorale debba sempre prima avere chiaro in base a quale idea vuole governare. Il problema vero sono i contenuti che vengono poi praticati. Questa è la vera differenza tra chi accetta la carta d’intenti e chi no.
Nella competizione elettorale ci sarà da battere un avversario molto insidioso, l’astensionismo…
I tempi sono molto stretti e siamo in una situazione in cui ci sarebbe da ridere se non fosse così drammatica per quanto riguarda la condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Mi riferisco che alla gente non gliene importa un granché di parlare di Monti e della sua candidatura o del documento che dovrebbe prefigurare le condizioni programmatiche della lista che si rifà al suo operato. Certo, tutto questo favorisce un atteggiamento che può portare all’astensionismo o a forme di espressione politica tipo il partito di Grillo. Più di tanto in tempi così brevi non credo si possa fare per battere le elezioni. Credo che bisogna lanciare un messaggio che guarda alle elezioni e indica una strada che guarda anche al dopo.
Sabato ci sarai all’assemblea nazionale di “Cambiare si può”?
Sabato ci sarò, così come ci sono sempre stato.

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