martedì 17 giugno 2014

Democratellum, la quinta creatura del blog

di Andrea Fabozzi, Il Manifesto
Se c’è un argo­mento sul quale non si può dire che il Movi­mento 5 stelle abbia sor­vo­lato è di certo la legge elet­to­rale. Con­vinti avver­sari del «Por­cel­lum», i gril­lini hanno soste­nuto con forza l’opportunità di tor­nare al «Mat­ta­rel­lum», la legge con il 75% di uni­no­mi­nale mag­gio­ri­ta­rio e 25% di pro­por­zio­nale con la quale abbiamo votato tre volte tra il 1994 e il 2001 (due volte ha vinto Ber­lu­sconi e una Prodi). Dopo la sen­tenza della Corte Costi­tu­zio­nale di gen­naio, quella che ha col­pito al cuore il «Por­cel­lum», il M5S ha per la verità pro­po­sto di tor­nare a votare con il sistema soprav­vis­suto, un pro­por­zio­nale con soglie di sbar­ra­mento e una sola pre­fe­renza che è cono­sciuto come «Con­sul­tel­lum».
Ripen­san­doci, i gril­lini hanno suc­ces­si­va­mente indi­vi­duato una terza via, un sistema da loro stessi bat­tez­zato «svizzero-ispanico» a base pro­por­zio­nale per il quale l’intero gruppo dei depu­tati ha depo­si­tato, l’anno scorso a otto­bre, una pro­po­sta di legge che è stata già esa­mi­nata (ma solo per essere accan­to­nata) dalla mag­gio­ranza Pd-Forza Ita­lia che ha fir­mato l’«Italicum». Infine, forse, hanno rimesso tutta la que­stione ai famosi iscritti cer­ti­fi­cati dal blog, dove con una serie di voti-sondaggio hanno sele­zio­nato una pro­po­sta son­tuo­sa­mente bat­tez­zata «Demo­cra­tel­lum» — che però non è mai stata sot­to­po­sta per intero al refe­ren­dum online.
Que­sto elenco delle gira­volte gril­line sulla legge elet­to­rale sarebbe però incom­pleto senza ricor­dare che, seb­bene per una sola estate (la scorsa), Grillo ha anche soste­nuto l’opportunità di tor­nare a votare con il «Por­cel­lum», pro­prio l’odiatissimo sistema che da lì a poco sarebbe stato fatto cadere dalla Con­sulta. «La nuova legge la faremo noi», annun­ciò ad ago­sto 2013 il capo del movi­mento, spiaz­zando ancora una volta i suoi parlamentari.
Par­la­men­tari — ma anche ex par­la­men­tari gril­lini che nel frat­tempo sono usciti dal gruppo — che ora sanno di doversi (potersi) con­fron­tare con il Pd sulla legge elet­to­rale. La loro ultima pro­po­sta è un sistema pro­por­zio­nale dove la soglia di sbar­ra­mento non è sta­bi­lita per legge, ma deriva dall’ampiezza delle cir­co­scri­zioni (che eleg­gono in media 15 depu­tati) e dalla for­mula mate­ma­tica scelta per attri­buire i seggi. A conti fatti è supe­riore al 5% — che è la soglia pre­vi­sta nel sistema tede­sco — ma pena­lizza molto anche le for­ma­zioni inter­me­die che non supe­rano il 10%. Va bene insomma ai par­titi grandi, come il 5 stelle, male ai par­titi medi e malis­simo a quelli pic­coli.
Pre­vede un sistema di pre­fe­renze assai com­pli­cato, che però asse­gna una grande libertà all’elettore che può sce­gliere i can­di­dati anche all’esterno della lista che intende votare e può per­sino sot­trarre voti a can­di­dati che con­si­dera «impre­sen­ta­bili», let­te­ral­mente can­cel­lan­doli dalla scheda. La com­pli­ca­zione deriva dal fatto che nel seg­gio biso­gne­rebbe por­tare due schede diverse, una per la lista e le even­tuali can­cel­la­zioni, un’altra per le pre­fe­renze «posi­tive», e che lo scru­ti­nio com­por­te­rebbe l’attribuzione ai par­titi di deci­mali di voti.
Visto il gioco delle con­ve­nienze, è impro­ba­bile che il testo gril­lino possa scar­di­nare il qua­dro delle alleanze in par­la­mento: né i cen­tri­sti, né il cen­tro­de­stra di Alfano e nep­pure Sel avreb­bero una con­ve­nienza par­ti­co­lare dall’adozione del «Demo­cra­tel­lum». D’altra parte è vero che quest’ultima pro­po­sta gril­lina è arri­vata quando l’accordo sull’Italicum tra Renzi e Ber­lu­sconi era stato già stretto, ma nel frat­tempo quel sistema (ampia­mente inco­sti­tu­zio­nale) è stato supe­rato dal risul­tato delle euro­pee, per cui l’accordo andrà comun­que riscritto. E, rotto il tabù, i voti gril­lini potreb­bero tor­nare in gioco. In prima bat­tuta Renzi ha detto che non intende allon­ta­narsi dal mag­gio­ri­ta­rio, e quindi da un con­si­stente pre­mio di mag­gio­ranza. Ma ormai sa che con il 40,8% il Pd potrebbe sfio­rare la mag­gio­ranza asso­luta dei depu­tati anche con il «Con­sul­tel­lum», e per­sino supe­rarla con il sistema che pro­pone Grillo.
POCO DEMOCRATICO E MOLTO PORCELLUM
Legge elettorale, Ferrero: «Proposta Grillo favorisce M5S, grandi partiti e Lega. E’ falso che rispecchi sistema tedesco»

Legge elettorale, Ferrero: «Proposta Grillo favorisce M5S, grandi partiti e Lega. E’ falso che rispecchi sistema tedesco»

di Paolo Ferrero – Con la proposta di Grillo, anche il M5S avanza una legge elettorale il cui principio è dato dal favorire la propria forza politica: la sua proposta infatti non rispecchia il paese, favorisce i grandi partiti oltre alla Lega Nord. Inoltre, a differenza di cosa viene affermato nella relazione di accompagnamento, non è vero che rispecchi il sistema tedesco.
E’ infatti del tutto evidente che la soglia di sbarramento differenziata produce una grande confusione che penalizza le formazioni minori in quanto permette ai partiti maggiori di alimentare ogni possibile campagna sul voto utile. In un collegio con il 4% si potrebbe eleggere, in un altro servirebbe il 6% e così differenziando e confondendo le idee. Inoltre questo sistema non prevede il recupero dei resti sul piano nazionale e quindi accentua enormemente il carattere maggioritario ed escludente della legge.
Al contrario la legge tedesca – che rappresenta la via maestra per una buona legge elettorale – prevede il collegio unico nazionale e prevede che se una forza politica elegge deputati in 3 collegi, scatti automaticamente la ripartizione proporzionale dei seggi su tutto il territorio nazionale.
Si tratta quindi di una proposta sbagliata che serve solo a Grillo ad entrare nel balletto aperto da quelle già presentate da Renzi e Berlusconi. Tutte queste proposte hanno come unico criterio quello di favorire la propria forza politica e non di permettere al popolo italiano di potersi esprimere liberamente secondo il principio cardine della democrazia e cioè una testa un voto.

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