venerdì 12 settembre 2014

I civatiani di Bologna abbandonano il PD

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I civatiani escono dalla segreteria del Pd a Bologna. Lo strappo a sinistra è di Giorgia Villa e Alessandro Galatioto, lui responsabile Economia del Pd di Bologna nella segreteria unitaria di Raffaele Donini. Una decisione che arriva dopo giorni tormentati in casa democratica in Emilia Romagna, dove il partito è alle prese con le primarie per le elezioni Regionali tra ritiri dell’ultimo momento e l’inchiesta spese pazze.
I due civatiani abbandonano così anche il partito in una lettera pubblica a Pippo Civati sul profilo facebook di Galatioto e in una mail interna alla componente civatiana: “Siamo di quelli che hanno creduto di poter cambiare le cose occupando il Pd dall’interno”, al “congresso abbiamo perso la nostra battaglia e l’abbiamo persa male”, condannati ” all’irrilevanza” e relegati nel ruolo di “nemici del cambiamento”, “gufi”. Poi “a luglio ci siamo ritrovati a Livorno dove abbiamo ascoltato delle belle, bellissime relazioni ed abbiamo appreso di esser divenuti una associazione. Però, francamente, ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso, per esempio una discussione su cosa ci stiamo a fare in un partito che ha scelto di governare con l’Ncd e far patti con il redivivo Berlusconi. Se, come sembra, in autunno avremo una manovra economica lacrime e sangue, chi ce lo fa fare di esserne complici?”.
Politicamente, “perché sopravviva almeno una rappresentanza politica della sinistra, sarebbe molto più saggio essere distanti anni luce dal Pd quando verrà punito dagli elettori”. A Pippo Civati chiedono “quale direzione” intende prendere: “non possiamo più rispondere ai problemi sempre più gravi del nostro Paese consultando i nostri bloggers preferiti oppure citando libri vecchi e nuovi, spendendo la faccia per un obiettivo vago e indistinto ma dobbiamo invece essere capaci di fare delle proposte concrete e avere o guadagnarci la forza di imporle alla pubblica discussione”. Temi? “Lavoro, concorrenza, conflitto di interessi, legalità, stimolo alla imprenditorialità e all’innovazione, redistribuzione del reddito e del carico fiscale, diritti della persona, ponendoci seriamente come alternativa di sinistra al Pd e accettando che chi ci sta è nostro fratello”.
RED.
da Il Fatto quotidiano


Caro Pippo Civati... La lettera di dimissioni di Alessandro Galatioto e Giorgia Villa

Oggi 12 settembre lascio la parola ai miei compagni di percorso all'interno di quella che era stata l'area politica del PD che aveva come riferimento Pippo Civati. Con questa lettera, che condivido in pieno, Alessandro Galatioto responsabile economia della segreteria provinciale del PD di Bologna e Giorgia Villa lasciano il partito, i ruoli che avevano all'interno di esso e soprattutto chiedono a Civati di aprire una nuova fase politica altra rispetto al corso dell'attuale PD.
Sono stata anche io all'interno di quell'area e anche io me ne sono andata sbattendo la porta e lasciando tutti i miei ruoli nel partito. C'è da chiedersi perché l'area "civatiana" sia così "indisciplinata" rispetto all'allineamento di idee così in voga nell'attuale PD. Io credo che la risposta sia nella composizione sociale che si era aggregata intorno alla figura e alle idee di Pippo Civati. Persone relativamente giovani come impegno politico, ancora in grado di dare più valore alle idee rispetto ai ruoli politici, piccoli o grandi, e alla possibilità di fare carriera. Persone coerenti insomma al contrario della maggioranza dei leader del PD.
Caro Pippo Civati,
siamo di quelli che in tuo nome hanno raccolto firme, volantinato, fatto banchetti, organizzato iniziative, convinto a votare e fatto eleggere esponenti della mozione. Siamo di quelli che hanno creduto di poter cambiare le cose occupando il PD dall'interno, che hanno abbracciato l'idea che un diverso modo di interpretare la politica fosse possibile, che si sono raccolti attorno ad un programma di cambiamento e di sinistra.
Al congresso abbiamo perso la nostra battaglia e l'abbiamo persa male. L'abbiamo persa perché non solo siamo arrivati terzi al congresso, ma ci siamo anche messi da soli nell'angolo. L'abbiamo persa male perché nonostante si sia riusciti ad eleggere esponenti della nostra mozione al Parlamento Europeo, ci siamo condannati all'irrilevanza, ci siamo fatti relegare nel ruolo di "nemici del cambiamento", "gufi" . Abbiamo gestito molto male importanti passaggi comunicativi uscendone a pezzi, ridicolizzati, penalizzati da iniziative ed esternazioni scoordinate.
A Luglio ci siamo ritrovati a Livorno dove abbiamo ascoltato delle belle, bellissime relazioni ed abbiamo appreso di esser divenuti una associazione. Però, francamente, ci aspettavamo qualcosa di più e di diverso, per esempio una discussione su cosa ci stiamo a fare in un partito che ha scelto di governare con l'NCD e far patti con il redivivo Berlusconi. Se, come sembra, in autunno avremo una manovra economica lacrime e sangue, chi ce lo fa fare di esserne complici? Se, il cielo lo volesse, si andasse a votare ed il PD vincesse che ruolo potremmo avere noi? Se invece, come temiamo, il PD perdesse le elezioni che vantaggio avremmo ad esser accomunati ai perdenti? La possibilità di guidare le macerie del PD? Di un partito ormai ridotto a comitato elettorale e il cui "brand" è ormai logoro? Politicamente, perché sopravviva almeno una rappresentanza politica della sinistra, sarebbe molto più saggio essere distanti anni luce dal PD quando verrà punito dagli elettori.
Ora, siccome questo percorso è iniziato con la tua candidatura a segretario del Partito Democratico, caro Pippo, abbiamo bisogno di sapere quale direzione pensi di prendere: non possiamo più rispondere ai problemi sempre più gravi del nostro paese consultando i nostri bloggers preferiti oppure citando libri vecchi e nuovi, spendendo la faccia per un obiettivo vago e indistinto ma dobbiamo invece essere capaci di fare delle proposte concrete e avere o guadagnarci la forza di imporle alla pubblica discussione.
Troviamoci e scriviamo un programma serio e sintetico delle misure concrete da prendere per far ripartire veramente l'Italia: lavoro, concorrenza, conflitto di interessi, legalità, stimolo alla imprenditorialità e all'innovazione, redistribuzione del reddito e del carico fiscale, diritti della persona, ponendoci seriamente come alternativa di sinistra al PD e accettando che chi ci sta è nostro fratello.
Alessandro Galatioto
Giorgia Villa

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